News - Supporto psicologico, al CFA trovate tutti gli esperti per affrontare la PMA consapevoli e sicuri, per ottimizzare la possibilità di successo

Supporto psicologico, al CFA trovate tutti gli esperti per affrontare la PMA consapevoli e sicuri, per ottimizzare la possibilità di successo
16-06-2021

L’incapacità di procreare, tappa fondamentale del ciclo di vita di una coppia, può, nella maggior parte dei casi, costituire un momento di crisi che investe l’area privata, sociale e relazionale. 

L’infertilità, difatti, è considerata una questione tra le più delicate che riguardano specificamente non più soltanto la figura femminile ma la coppia. Il legame tra maternità e femminilità, considerati a lungo praticamente sinonimi, oggigiorno, sembra essere andato ad affievolirsi, nel senso che la maternità pur rappresentando un momento importante dello sviluppo personale non sarebbe più considerata come esclusiva prerogativa del femminile quanto della coppia. Essa si realizza, infatti, all'interno di una relazione che è basata sull'incontro di due mondi interni, di due famiglie e di due storie, personali e familiari.

Per questo motivo, è opportuno prendere in considerazione tutta una serie di cambiamenti che la diagnosi di infertilità può produrre sulla vita di coppia dei coniugi. A riguardo, c’è da dire che molte coppie vivono una crisi che talvolta resta latente, altre volte si palesa nel desiderio di un figlio quasi come se ne avessero bisogno per mantenere vivo il legame e creare una sorta di nuovo equilibrio, poiché quello precedente appare destabilizzato. Molte coppie tendono ad allontanarsi dal mondo sociale chiudendosi in sé, non comunicando con il partner, incrementando così il senso di isolamento mentre ce ne sono altre che invece, a seguito della diagnosi, appaiono più unite sostenendosi a vicenda e sentendosi molto più vicini. Soprattutto quando la causa è attribuibile solo ad un partner, la perdita della sicurezza in sé in seguito alla diagnosi può ridurre anche la sicurezza nella solidità del rapporto di coppia, nella certezza che l’amore possa essere indipendentemente dalla possibilità o meno di procreare. Questo genera nel soggetto infertile malessere e preoccupazioni, tant’è che sono frequenti da parte sua paure di abbandono e richieste di rassicurazioni che hanno come obiettivo quello di comprendere se il partner l’accetti ugualmente. 

Dunque, accettare la condizione di infertilità ed affrontare il successivo iter diagnostico e terapeutico non è semplice ed è quasi sempre accompagnato da paure, ansie e stress. Da qui l’importanza di un percorso di accompagnamento psicologico alla coppia nelle diverse fasi del processo, da quella decisionale a quella di fine trattamento, indipendentemente dall’esito delle tecniche applicate. Si tratta di passaggi fondamentali in cui viene riconosciuto il bisogno della coppia di avere uno spazio di riflessione in un momento critico della vita. 

Nella fase iniziale del trattamento si lavorerà sulla comprensione della natura di ansia e stress, sul miglioramento del rapporto e della comunicazione di coppia, nonché sul processo decisionale che ha portato la coppia a richiedere un intervento di fecondazione assistita. Quest’ultimo aspetto è fondamentale, rafforzare la consapevolezza della scelta intrapresa aiuta i pazienti ad affrontare il percorso in maniera più serena, riducendo così la possibilità che si abbandoni a metà il percorso intrapreso. 

Altro aspetto fondamentale per migliorare la comunicazione e la comprensione tra i partner è quello di analizzare e ripercorre insieme i modi in cui donna e uomo affrontano il percorso. Nella maggior parte dei casi ci accorgeremo che le modalità di approccio alla situazione saranno diverse, la donna tenderà maggiormente a responsabilizzarsi, a studiare e ad informarsi su tutto il mondo legato alla tecnica, l’uomo tenderà ad affidarsi in misura maggiore al medico cercando nel lavoro e negli hobby una valvola di sfogo. Queste differenze di approccio possono essere mal interpretate dai coniugi creando una sorta di distacco, che se non elaborato può generare una rottura. Dunque, accettare le differenze e trovare un punto di incontro e di comprensione è il primo passo da fare per poter affrontare in maniera serena il percorso.

Ulteriori momenti delicati da affrontare sono quello del prelievo degli ovociti (pick up) e quello del trasferimento degli embrioni (transfer); tuttavia è proprio nel lasso di tempo che va dal trasferimento degli embrioni al prelievo di sangue, che conferma o meno l’esistenza di una gravidanza, che è fondamentale per la coppia ascoltarsi e ascoltare l’altro. In questo momento di attesa, carico di tensioni e stress, risulta essere fondamentale, piuttosto che colmare il vuoto con frustrazioni ed ansie, prendersi cura di sé, provando a riempire il tempo che abbiamo a disposizione con un progetto, una passione, un’attività che sia libero dal tema del concepimento al fine di trovare le risorse da riversare poi sul percorso che si sta affrontando.

A conclusione del trattamento, infine,
in caso di insuccesso, verrà offerto alle coppie uno spazio in cui poter elaborare il lutto in modo da poter prendere una decisione consapevole su come proseguire, se iniziare un nuovo ciclo di trattamento, se potersi prendere una pausa o se valutare la possibilità di terminare il percorso;
in caso di successo, verrà offerto alle coppie uno spazio per supportare la funzione legata a quella genitorialità tanto attesa.

Così come si evince dalle linee guida, la PMA è, ad oggi, uno dei pochi contesti in cui non è necessario esprimere un sintomo psicopatologico per ricevere attenzione psicologica, la consulenza e il sostegno sono per tutti, inserite nella pratica clinica a tutela della persona e della coppia oltre che della professione medica.