Il "SOCIAL FREEZING" come strategia per preservare la fertilità della donna

Il "SOCIAL FREEZING" come strategia per preservare la fertilità della donna

03-02-2017
L’invecchiamento riproduttivo sta assumendo un importante valore sia sociale che medico. La tendenza, nella società moderna, di ritardare la maternità ad una età molto meno fertile spesso porta le donne a confrontarsi con una difficoltà a concepire.
Nelle donne con il passare degli anni, si assiste ad un calo nel numero totale di ovociti e nella loro qualità per un processo naturale detto atresia. La fertilità della donna è limitata e si riduce al crescere dell'età particolarmente dopo i 35 anni fino ad essere prossima allo zero già diversi anni prima della menopausa. 
Un’emergente soluzione preventiva per le donne è quella di congelare e conservare gli ovociti in giovane età per un loro utilizzo successivo “SOCIAL FREEZING”. La crioconservazione degli ovociti nel passato ha avuto basse percentuali di successo ma con l’introduzione della tecnica di vitrificazione, le percentuali di successo sono diventate estremamente incoraggianti. Gli ovociti congelati tramite vitrificazione hanno una percentuale di sopravvivenza maggiore del 90% in seguito allo scongelamento e una percentuale di fecondazione pari al 75% (Oktay et al., 2006; Gook and Edgar, 2007).
La crioconservazione di ovociti è indicata anche in pazienti la cui fertilità futura potrebbe essere compromessa da tumori e/o da cicli di chemioterapia.
Il social freezing quindi rappresenta la risposta più immediata e praticabile in relazione all’avanzare dell’età di una donna per la ricerca di un bambino.


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