Ovodonazione: legame tra madre “ricevente” e figlio

Ovodonazione: legame tra madre “ricevente” e figlio

22-11-2018

Per alcune donne, l’unica possibilità per ottenere una gravidanza è quella di ricorrere all’ ovodonazione: donazione di ovociti da parte di un’ altra donna. Non è mai una scelta facile e ci si trova spesso in conflitto di fronte alle seguenti domande: Ma mi somiglierà? Potrò sentirlo davvero mio figlio?

Un recente studio, condotto nel 2015 dalla Fondazione IVI (FIVI) pubblicato su Development, conferma l’esistenza di una comunicazione tra madre gestante ed embrione che può modificare l’informazione genetica del neonato anche in caso di ovodonazione.

Come avviene questa comunicazione? Durante l’impianto embrionale, l’embrione interagisce con l’endometrio materno, il quale secerne il fluido endometriale che ha la funzione di nutrire l’embrione. Inoltre, l’epitelio endometriale materno rilascia delle piccole molecole dette “microRNA” che sono in grado di modulare\modificare l’espressione di alcuni geni dell’embrione.

Questo dimostrerebbe che la futura madre è in grado di modificare il genoma del figlio e trasmettere parte delle sue caratteristiche al bambino anche se l’ovulo è di un’altra donna. Inoltre, durante il periodo di gestazione si avvia un intenso legame psico-emotivo tra madre e figlio, nonostante l’ovodonazione. Non è certo da trascurare il fatto che la madre lo partorirà ed allatterà: tutti aspetti essenziali per cui quel bambino sia percepito e amato come proprio a tutti gli effetti.



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